
for Fitness, Wellness and Aquatic Clubs
20-21-22 febbraio 2009
Veronafiere, Centrocongressi -Palaexpo
ForumClub
LE PAROLE DEI RELATORI
Le imprese del fitness nelle parole di Mario MazzoleniAlla carriera universitaria – è professore di economia aziendale presso l'università degli studi di Brescia, è stato per lungo tempo direttore del Master of Business Adnistration della SDA Bocconi – unisce un’intensa e prestigiosa attività extra accademica, in ambito formativo, aziendale, finanziario e persino editoriale. È il profilo di Mario Mazzoleni intervenuto in due successive edizioni – 2005 e 2006 –del Forum Il Nuovo Club Congress & Trade Show.
Prof. Mazzoleni, il mercato italiano del fitness è costituito fondamentalmente da realtà medio piccole. Solo in questi ultimi anni si stanno affermando aziende, italiane e straniere, capaci di fare grandi numeri. In che misura il concetto di eccellenza dell’impresa si può adattare alle une e alle altre?
“In entrambi i casi l’eccellenza passa attraverso la capacità di raggiungere contemporaneamente risultati validi dal punto di vista economico e dal punto di vista della capacità di soddisfare le aspettative dei soci, dei dipendenti, dei clienti e di tutti gli altri soggetti che, in qualche modo, possono vedere i propri interessi soddisfatti attraverso l’attività aziendale.
Vi sono, ovviamente delle sostanziali differenze in merito alle leve che le due tipologie di aziende possono utilizzare per raggiungere questi obiettivi. È naturale pensare che una grande azienda possa beneficiare di varie economie di scala, possa avere maggiori possibilità di attrarre risorse finanziarie e di giocare con maggior forza le proprie carte di comunicazione. Allo stesso modo l’azienda grande beneficia di alcune ricadute di immagine difficilmente perseguibili senza un adeguato supporto commerciale. La possibilità di orientare l’attività verso particolari bisogni di particolari clienti e di procedere verso l’affermazione di possibili aree di specializzazione/differenziazione secondo esigenze o politiche commerciali particolari.
Viceversa, le leve che possono essere utilizzate dalle imprese di più piccole dimensioni sono legate alla capacità di presentare livelli di prestazioni con qualità percepita alta (naturalmente lette attraverso una semplice valutazione prezzo/risultati), oppure di presidiare aree di attività di nicchia o, infine, di sfruttare posizioni di vantaggio competitivo legate alla localizzazione dell’azienda stessa. Naturalmente, per le imprese di piccole dimensioni, diventa fondamentale l’attenzione al controllo dei costi (diretti e indiretti) così come la capacità di presidio attento delle eventuali attività di natura finanziaria”.
Semplificando, quali sono i tratti distintivi di un’impresa eccellente o che almeno aspiri a diventarlo?
“I tratti distintivi sono quelli che da una parte permettono all’azienda di operare secondo il cosiddetto principio di economicità (traducibile come “la capacità di raggiungere obiettivi economici che non comportino continui e duraturi interventi a sostegno da parte di terze economie”) e, nel contempo, apparire come realtà in grado di soddisfare i diversi stakeholder, azionisti, di riferimento (in questo senso avendo, ad esempio, una buona immagine nei confronti dei clienti, dei dipendenti, dei fornitori e di tutti coloro i quali vedono nell’offerta di questa impresa un interesse direttoo indiretto). Credo che il prestare attenzione a questi due aspetti possa aiutare concretamente un’azienda a svilupparsi secondo i parametri delle imprese eccellenti.”
Molto si è parlato, negli ultimi anni, dell’introduzione di categorie etiche ed estetiche (il “bello” e il “buono”) nella cultura di impresa. Ritiene che questa sia una strada concretamente percorribile nel business dei fitness club?
“Si deve sempre fare attenzione alle categorizzazioni, questo vale sia perché le stesse finiscono con il diventare generiche, sia perché la possibilità di declinare le categorie è molto limitata dal campo di azione e dalle attività a cui si fa riferimento. Detto questo, credo vi siano alcuni elementi peculiari in termini di “bello e buono” nel mondo delle imprese che possono valere per tutti (e quindi anche per il settore del fitness). Ad esempio, l’attenzione al cliente rappresenta sempre un elemento positivo, indipendentemente dal tipo di business in cui si lavora; allo stesso modo, il rispetto per le norme, le regole generali e particolari di comportamento, il fatto di prestare attenzione al ruolo dei dipendenti e alle attese dei conferenti capitale, cercando di trovare un equilibrio tra spinte diverse rappresenta una grande opportunità per le imprese. Infine, penso che “bello” e “buono” per le imprese possano anche significare lavorare orientandosi al lungo periodo, cercando cioè di non sfruttare solo le mode del momento, ma costruendo opportunità e rapporti con il mercato che siano duraturi.”
