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LE PAROLE DEI RELATORI

(Intervista di Lucia Dallavalle - ottobre 2004)

Francesco Morace Il benessere secondo Francesco Morace

Sociologo, scrittore e giornalista, il presidente di Future Concept Lab Francesco Morace da oltre quindici anni si occupa di ricerca sociale e di mercato. Negli ultimi anni ha approfondito il tema del benessere, al quale ha dedicato un libro, presentato nel corso di una sessione nel Forum Il Nuovo Club Congress 2005.

Nel suo ultimo saggio, lei parla delle tendenze del benessere e della bellezza nel mondo. Tendenze universali o fenomeni locali ma, immagino, esportabili?

“Negli ultimi anni è emersa spontaneamente dalle persone e dal mercato nel suo complesso, un’esigenza di ridefinizione etica dei comportamenti e delle relazioni, e contemporaneamente una nuova richiesta estetica di seduzione, al di là della pornografia dilagante e del bisogno di esibire. Nei 5 continenti benessere e bellezza diventano la priorità, contro le ansie, le violenze e le brutture del mondo. Si è affermata una visione del globale che riconduce a un costante gioco di specchi, in cui locale e globale si intrecciano creativamente, evitando l’omologazione e recuperando la dimensione della tradizione, partendo dall’importanza dei luoghi e dalla capacità relazionale che li caratterizza.”

Dei sei fenomeni che ha illustrato,qual è quello che più rappresenta i cambiamenti del settore del benessere?

“I 6 trend del libro Body Visions rappresentano sfaccettature di un unico panorama del wellness e della cura della bellezza. All’interno di questo scenario, il trend del Decontractive Wellness assume un ruolo trainante perché trasversale agli altri, e cioè una sorta di obiettivo latente cui tendere in un approccio più generale alla propria fisicità. Il lusso del futuro, infatti, sarà la serenità. Siamo tutti impegnati nella ricerca costante di un nuovo equilibrio vitale, in cui il relax mentale e quello fisico si incontrano in una dimensione di benessere profondo. Un benessere in cui la cura del corpo e della mente diventano centrali, adottando e creando nuove regole e nuove occasioni di espressione soft. Tranquillità, serenità, armonia, sono valori e condizioni dello spirito da ricercare permanentemente nella quotidianità, e da non relegare a momenti straordinari di ricerca spirituale o filosofica. La conoscenza e la consapevolezza del proprio organismo biologico, della propria gestualità e del proprio metabolismo personale, contribuisce alla ricerca di questo nuovo equilibrio. La prospettiva della lentezza come qualità dell’esperienza rientra in questa ricerca, così come la semplificazione essenziale, cioè andare al cuore delle cose, sfrondando tutto ciò che non è essenziale.”

Quali sono, secondo lei, i fattori che hanno influenzato lo sviluppo e l’evoluzione del settore?

“Uno degli aspetti più interessanti che hanno caratterizzato lo sviluppo del settore del fitness, è il rafforzamento dei valori della fatica e dello sforzo fisico e mentale, finalizzati a un obiettivo che arricchisce durante il compiersi dell’azione. L’attività sportiva durante il tempo libero sta acquistando una connotazione valoriale profonda e la condivisione dell’attività fisica all’interno di un programma prestabilito rappresenta un momento di vita e di crescita, anche attraverso il divertimento, il gioco e la stimolazione sensoriale densa e profonda. Lanciando negli ultimi anni la formula del marketing dell’esperienza, ci si è dimenticati di aggiungere un termine: CORPO. Esperienza del corpo. E oggi la distinzione arriva dalla sensibilità organica e biologica che le persone hanno imparato a sviluppare, come avviene nelle tendenze e nei luoghi che presenteremo.”

Qual è l’importanza, per un manager o titolare di fitness club, di conoscere i trend della bellezza e del benessere in tutto il mondo?

“Il mondo della tecnologia e del virtuale sembrava dovesse modificare profondamente il senso del corpo, sostituendone i riferimenti materiali e tangibili, attraverso un corto-circuito cerebrale di simulazione, che il successo mondiale dei Fitness club, delle terme e delle Spa ha smentito clamorosamente. Era questa l’ipotesi del trionfo tecnologico dell’esperienza a distanza, in cui il corpo veniva escluso: sembrava dovesse essere questa l’espressione più eccitante e radicale della personalizzazione.”